Rapporto
tra mineralizzazione prostatica e diagnosi finale di prostatopatia
nei cani sterilizzati
Le malattie
prostatiche del cane vengono spesso valutate mediante esame radiografico
o ecografico dell'addome.
Spesso queste indagini identificano una mineralizzazione prostatica,
ma la rilevanza clinica di questo reperto è attualmente sconosciuta.
Uno studio ha caratterizzato la relazione tra mineralizzazione prostatica
visibile radiograficamente ed ecograficamente e diagnosi finale.
Si valutavano le cartelle cliniche di 55 cani con evidenza di prostatomegalia
o mineralizzazione prostatica e in possesso di diagnosi citologica,
Le immagini radiografiche ed ecografiche venivano valutate per la
ricerca di linfoadenopatia retroperitoneale caudale, lesioni vertebrali
o altri segni di metastasi; inoltre si valutava semiquantitativamente
la mineralizzazione prostatica.
22 cani su 55 (40%) erano affetti da neoplasie prostatiche. Riguardo
alle neoplasie, nei cani sterilizzati la mineralizzazione aveva
un valore predittivo positivo (Ppv) del 100%, un valore predittivo
negativo (NPV) del 50% e una sensibilità e specificità
rispettivamente dell'84% e del 100%. La mineralizzazione nei cani
interi aveva un PPV del 22%, un NPV del 96% e sensibilità
e specificità rispettivamente del 67% e 77%.
Tutti i cani sterilizzati affetti da prostatomegalia ma negativi
per neoplasia prostatica erano affetti da prostatite batterica ed
erano stati castrati entro i tre mesi precedenti. I
cani interi con prostatomegalia e mineralizzazione ma negativi per
neoplasia erano affetti da cisti prostatiche (n=3), iperplasia prostatica
benigna (n=2) o prostatite (n=2). Il grado di mineralizzazione non
era indicativo di neoplasia.
Nei cani sterilizzati che presentavano mineralizzazione prostatica,
concludono gli autori, era molto probabile che fosse presente una
neoplasia della prostata. I cani interi avevano minore probabilità
di essere affetti da neoplasia prostatica in assenza di una mineralizzazione
evidenziabile all'esame radiografico o ecografico